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Lunedì 25 Settembre 2017
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Split payment: pronto il decreto attuativo del Ministero dell`Economia

Il provvedimento, nel tentativo di contrastare l`evasione dell`Iva, ha introdotto l`art 17-ter del Dpr 633/1972: le p.a. devono versare direttamente all`Erario l`imposta loro addebitata dai fornitori

06/02/2015

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell`Economia il testo del decreto di attuazione delle disposizioni in materia di scissione dei pagamenti (c.d. split payment) previste dalla legge di stabilità per il 2015. Quest`ultima, con l`intento di contrastare l`evasione dell`iva in sede di riscossione, ha introdotto l`articolo 17-ter del D.P.R. n. 633 del 1972, che trova applicazione per le operazioni fatturate a partire dal primo gennaio 2015 per le quali l`esigibilità dell`imposta sia successiva a tale data.
Il nuovo regime prevede che le pubbliche amministrazioni, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell`IVA, devono versare direttamente all`erario, con le modalità e nei termini indicati nel DM pubblicato dal MEF, l`IVA addebitata loro dai fornitori per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ad esse effettuate.
L`articolo 1 del decreto, rinviando a quanto stabilito dall`articolo 17-ter del d.P.R. n. 633/1972 sopra citato, chiarisce che il regime della scissione dei pagamenti va applicato dalle amministrazioni e dagli enti pubblici già destinatari delle norme in materia di IVA a esigibilità differita (Stato, organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, enti pubblici territoriali e ai consorzi tra essi costituiti, CCIAA, istituti universitari, ASL, enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di previdenza).
I soggetti passivi fornitori devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall`articolo 21 del d.P.R. n. 633/1972 apponendo l`annotazione «scissione dei pagamenti» sulla medesima e devono registrare la fattura nei termini, ma non
devono computare come IVA a debito l`imposta indicata.
Quindi, l`IVA indicata nella fattura non parteciperà alla liquidazione periodica (mensile o trimestrale) del fornitore ma dovrà essere versata all`Erario direttamente dall`amministrazione acquirente sulla base dell`esigibilità dell`imposta stessa.
L`articolo 3 del decreto dispone preliminarmente che, per le operazioni soggette al regime di scissione dei pagamenti, l`imposta diviene esigibile al momento del pagamento della fattura ma, a fini di semplificazione, si consente all`amministrazione acquirente di optare un`esigibilità anticipata al momento della ricezione della fattura.
In considerazione dell`alternatività delle disposizioni in attuazione con quella contenuta nell`articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. 633/1972, al comma 3 dell`articolo 3 si chiarisce che, nella vigenza del meccanismo della scissione dei pagamenti, il regime dell`IVA a esigibilità differita non torna più applicabile.
Per quanto riguarda le modalità che devono essere seguite per il versamento dell`IVA da parte della pubblica amministrazione acquirente, il versamento può essere effettuato, a scelta della medesima, come segue:
a) con un distinto versamento dell`IVA dovuta per ciascuna fattura la cui imposta è divenuta esigibile;
b) in ciascun giorno del mese, con un distinto versamento dell`IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l`imposta è divenuta esigibile in tale giorno;
c) entro il giorno 16 di ciascun mese, con un versamento cumulativo dell`IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l`imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.
Le pubbliche amministrazioni che rivestono la qualità di soggetto passivo e che hanno effettuato acquisti di beni e servizi nell`esercizio di attività commerciali, devono versare la relativa imposta facendo partecipare la medesima alla liquidazione periodica del mese o del trimestre in cui si verifica l`esigibilità.
Infine, all`articolo 9 del decreto si conferma che il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1° gennaio 2015, per le quali l`esigibilità dell`imposta si verifica successivamente alla stessa data.
Tuttavia, fino all`adeguamento dei sistemi informativi relativi alla gestione amministrativo-contabile delle amministrazioni centrali dello Stato, e in ogni caso non oltre il 31 marzo 2015, viene previsto che le amministrazioni individuate nell`articolo 1 del presente decreto accantonino le somme occorrenti per il successivo versamento dell`imposta; detto versamento deve comunque avvenire entro il 16 aprile 2015.

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